Chiesa Ortodossa Russa. Patriarcato di Mosca.
Biblioteca di letteratura missionaria in varie lingue.
Progetto del Dipartimento Missionario Sinodale "Traduttore Ortodosso"
Italiano

Qual è il danno spirituale del parlare vano?

Disperde l’anima e la allontana da Dio

Ogni parola inutile disperde la nostra attenzione e le nostre energie, che potremmo invece dirigere alla preghiera o a una buona azione. Un’anima abituata al continuo “rumore informativo” diventa incapace di silenzio e concentrazione, perdendo l’abitudine alla preghiera interiore.

Genera altri peccati

Il parlare vano raramente è solo. Come un’erbaccia, trascina con sé una catena di stati peccaminosi:
  • Giudizio e pettegolezzi. Spesso una conversazione vuota passa rapidamente e quasi impercettibilmente alla discussione dei difetti degli altri. L’apostolo Giacomo avverte: «…la lingua è un fuoco, è il mondo dell’iniquità; posta com’è fra le nostre membra, contamina tutto il corpo e incendia il corso della vita, essendo essa stessa incendiata dalla Geenna» (Gc 3,6).
  • Menzogna e calunnia. Nel flusso di parole inutili è facile distorcere i fatti, abbellirli o diffamare qualcuno.
  • Scherni e linguaggio volgare. Le battute sono spesso crudeli e umilianti, e una parola priva di senso si riempie facilmente di espressioni sporche e offensive.

Ci rende schiavi di ciò che diciamo

L’apostolo Giacomo offre un’immagine eloquente:
«Se uno non pecca nel parlare, è un uomo perfetto, capace di tenere a freno anche tutto il corpo. Ecco, mettiamo il morso in bocca ai cavalli perché ci obbediscano e così governiamo tutto il loro corpo... Così anche la lingua: è un piccolo membro, ma può fare grandi cose» (Gc 3,2-5).
Credendoci padroni della nostra parola, spesso ne diventiamo invece schiavi, incapaci di fermare il flusso del parlare vano.

Ruba tempo prezioso

Il tempo è un dono di Dio, dato per la salvezza dell’anima.
Ogni ora spesa in conversazioni inutili è un’ora non dedicata alla preghiera, alla lettura della Sacra Scrittura, al servizio della famiglia o all’aiuto del prossimo.

“Io non parlo male di nessuno!” — la giustificazione più ingannevole

Anche se ci sembra che le nostre conversazioni siano senza peccato, perché non giudichiamo né sparliamo, vale la pena chiedersi:
  • Le mie parole portano un beneficio spirituale?
  • Rafforzano me o il mio interlocutore nella fede?
  • Riempiono l’anima di pace e gioia nel Signore?
Oppure sono solo un inutile scambio di informazioni senza valore, che distrae dall’essenziale?

Come combattere il parlare vano?

l primo passo è vigilare sul proprio linguaggio. Prima di dire qualcosa, chiediti: perché lo dico? È utile? Potrebbe ferire qualcuno? Apprezza la virtù del silenzio. Non un silenzio esteriore e cupo, ma interiore — quando mente e cuore dimorano in Dio. Riempi le parole di significato.

«Infine, fratelli, tutto ciò che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, ciò che è virtù e merita lode, questo sia oggetto dei vostri pensieri» (Fil 4,8).

Parla della fede, condividi esperienze buone, sostieni il prossimo, trova parole di consolazione.
Confessa questo peccato. Non esitare a portare in confessione i peccati di parlare vano, giudizio e chiacchiera inutile. Riconoscerlo è già un grande passo verso il suo superamento.
Che le nostre labbra, create per lodare il Creatore e benedire il prossimo, non diventino strumento di peccato e di vuoto.

Ricorda: ogni parola è un seme. Ciò che oggi seminiamo nella vacuità e nel giudizio, domani lo raccoglieremo.
Seminiamo dunque parole gradite a Dio, affinché in questa vita e nel giorno del Giudizio non dobbiamo amaramente pentirci di ogni parola vana e irresponsabile.